In Piemonte la prima rete regionale italiana di centri per i cittadini affetti da incontinenza

 In Piemonte la prima rete regionale italiana di centri per i cittadini affetti da incontinenza

Con l’istituzione da parte della giunta regionale di sedici centri multidisciplinari di primo livello per la prevenzione, la diagnosi e la cura dell’incontinenza urinaria, è diventata operativa in Piemonte la prima rete italiana di servizi volta a migliorare l’assistenza ai pazienti affetti da una patologia che si stima colpisca nella nostra regione oltre mezzo milione di persone.

«In numerosi paesi - spiega l’assessore alla tutela della salute e sanità, Mario Valpreda - l’incontinenza urinaria rientra tra le malattie per le quali il Servizio sanitario spende di più. E dalla stima ministeriale italiana dell’assistenza protesica erogata secondo il nomenclatore tariffario, la situazione nel nostro paese sembra non essere meno grave. L’importo per gli ausili per incontinenti, infatti, rappresenta circa il 64% di tutta la spesa sostenuta dal Servizio sanitario nazionale per l’erogazione di protesi e ausili. Ciò significa che l’incontinenza urinaria costituisce uno dei problemi più rilevanti della sanità anche
dal punto di vista economico».
Parlare di incontinenza, però, significa, soprattutto parlare di una disabilità, cioè della perdita di una funzione primaria, con pesanti ripercussioni sulla qualità della vita della persona. Nei casi più complessi, inoltre, come ad esempio nelle malattie neurologiche, l’incontinenza può essere il sintomo più
eclatante di una disfunzione dell’apparato urinario di grado tale da mettere a repentaglio la vita stessa del paziente.
«Si tratta dunque di una patologia dal grosso impatto sociale, oltre che economico - continua Valpreda - che deve essere affrontata con una serie di interventi mirati. In questo senso, tre sono le priorità operative identificate e condivise dagli esperti: la sensibilizzazione dei cittadini, la formazione professionale e soprattutto la qualificazione dei servizi. Il nostro progetto, sviluppato in collaborazione con la Fondazione italiana continenza, si focalizza su quest’ultimo punto, prevedendo l’organizzazione sul territorio piemontese di una sistema di servizi integrati articolati su tre livelli».
Il primo, avviato al termine di un lungo lavoro istruttorio, è costituito dai sedici nuovi «Centri ambulatoriali multispecialistici per l’incontinenza urinaria» istituiti a luglio presso altrettante aziende sanitarie piemontesi, al cui interno opereranno contemporaneamente diversi specialisti del settore (urologo, fisiatra, ginecologo, infermiere professionale, fisioterapista) e che disporranno di una strumentazione per urodinamica di base e riabilitazione.
I Centri di secondo livello, invece - in via di attivazione - saranno rappresentati da reparti di urologia, ginecologia e fisiatria individuati per la loro specifica competenza in ambito di incontinenza e costituiranno dei punti di riferimento monospecialistico per il trattamento dei casi più complessi. In tali reparti, sarà individuata anche una quota di posti letto fissa dedicata specificamente alla cura di questa patologia. 
Il Centro di terzo livello, infine, già identificato nell’Unità operativa di neuro-urologia e unità spinale del Cto di Torino, sarà sede di un’attività altamente specialistica nei confronti dei pazienti che
presentano particolari problemi, quali quelli neurologici, in particolare para e tetraplegici. 
«L’organizzazione in centri dedicati - aggiunge Antonella Biroli, fisiatra, membro della Commissione regionale per l’incontinenza urinaria - consentirà di affrontare il problema con modalità multidisciplinare e con l’applicazione di percorsi diagnostico-terapeutici comuni. L’obiettivo è quello di garantire prestazioni omogenee anche in termini di qualità, appropriatezza e accessibilità su tutto il territorio regionale».
«Ancora una volta la Regione Piemonte – ha concluso Roberto Carone, urologo, coordinatore della Commissione regionale per l’incontinenza urinaria e presidente del comitato scientifico della Fondazione italiana continenza - dimostra la propria sensibilità nei confronti di una patologia che in Italia interessa tre milioni di persone, un dato abbondantemente sottostimato se si considera l’elevato numero di pazienti incontinenti “sconosciuti” al Servizio sanitario e che sicuramente rappresentano la grande maggioranza. La creazione di un sistema integrato e capillarmente diffuso quale una rete di servizi a più livelli per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza è un programma ambizioso, che si inserisce in una serie di iniziative che la Fondazione intende attivare anche a livello nazionale. Ci auguriamo che il progetto, che ha il suo avvio oggi in Piemonte, possa configurarsi come un modello organizzativo esportabile anche in altre regioni».

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