Newsletter 2009: Facciamo il punto e casi di successo

Duecento milioni di persone in tutto il mondo, un costo (COI – cost of illness) pari a quello dell’AIDS e al cancro al seno nei soli Stati Uniti. Questi sono solo alcuni dei numeri che riguardano l’incontinenza urinaria, definita come perdita involontaria di urina. E in Italia qual è la reale dimensione del problema? Da un punto di vista numerico si parla di oltre quattro milioni di italiani pari a circa il 7% della popolazione, con punte del 10% fra gli ultracinquantenni. Il dato rappresenta dunque un problema socio-sanitario assai rilevante per il
quale è necessario trovare risposte soddisfacenti in termini di efficacia e di rapporto costo/beneficio anche in relazione all’aumentare del numero degli ultrasessantenni (dall’attuale 15% al 25% dei cittadini nei prossimi vent’anni). I numeri non tengono conto però di tutti coloro che nascondo il problema.
Nonostante questa diffusione infatti, solo il 43% delle persone affette richiede un parere a un professionista, confermando che l’incontinenza è vissuta ancora un tabù e con senso di colpa e vergogna che portano spesso all’isolamento dei soggetti affetti e all’istituzionalizzazione degli anziani.

 

Scarica il PDF