La Fondazione italiana continenza e Fondazione ISTUD danno il via alla prima ricerca sull'impatto socio economico dell'incntinenza urinaria in Italia

La Fondazione Italiana continenza, ente senza fini di lucro operante da oltre 10 anni con l’obbiettivo di contribuire a sensibilizzare i pubblici di riferimento sulle tematiche dell’Incontinenza, ha attivato, di concerto con l’Area Sanità e Salute della Fondazione ISTUD, ente di ricerca attento al miglioramento della qualità di vita degli individui, uno studio per conoscere e valutare l’impatto socio-economico dell’incontinenza urinaria sulle persone affette da tale patologia, sui loro familiari e su chi se ne occupa.

L’impianto dello studio, che coinvolgerà le ASL oltre che i pazienti ed i familiari che li assistono, analizzerà diversi aspetti:
•    tipologie di ausili utilizzati
•    modalità di acquisizione degli stessi
•    valutazione della loro qualità
•    servizio per la loro distribuzione con lo scopo di individuare le migliori modalità di gestione del problema

Tecnicamente, si tratta di un’indagine osservazionale multicentrica e retrospettiva (dati 2009-2010) che verrà svolta nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2011 nelle Regioni Piemonte, Lombardia, Toscana, Campania. I risultati della Ricerca, che si avvarrà di strumenti quali questionari e focus group, saranno resi pubblici nel mese di giugno.

“L’idea di avviare una ricerca di questo tipo, unica nel suo genere, ha l’obiettivo di analizzare la situazione attuale e le modalità di risposta al bisogno di ausili e di sostegno nella gestione della patologia, considerando sia aspetti oggettivi che il vissuto soggettivo delle persone”, commenta il Prof. Roberto Carone, Presidente della Fondazione italiana continenza e Direttore della Struttura complessa di Neuro-Urologia dell’ospedale CTO/Maria Adelaide di Torino. “I risultati potranno costituire la base per eventuali suggerimenti atti a migliorare il servizio pubblico erogato alla popolazione dei portatori di incontinenza urinaria, per elevare il livello di qualità della vita degli stessi.”

“Questo tipo di ricerca rappresenta per la Fondazione Istud una grande opportunità”, commenta XX, YY di Istud. “A oggi non esistono in Italia dati oggettivi che si possano incrociare con il vissuto dei pazienti e dei loro familiari. Indagare su una tematica che rappresenta uno degli ultimi Tabù del nostro millennio e che viene affrontata in maniera poco omogenea da parte delle diverse ASL sul territorio significa per noi una vera sfida che siamo lieti di cogliere.”


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La Fondazione italiana continenza, ente senza fini di lucro, nasce nel 2000  e si propone di far conoscere  all’opinione pubblica le tematiche dell’incontinenza, di identificare i bisogni dei pazienti e le possibili soluzioni, di contribuire al miglioramento della loro qualità di vita e al superamento degli aspetti più critici della patologia. Inoltre, la Fondazione italiana continenza vuole contribuire a migliorare l’educazione sanitaria dei cittadini in materia di incontinenza, contribuire alla preparazione degli operatori sanitari e sostenere il principio della qualità dei servizi delle strutture sanitarie in termini di prevenzione, riabilitazione e cura. Oltre a promuovere la ricerca, l’istituzione di figure professionali specifiche e la sperimentazione scientifica, la Fondazione italiana continenza vuole svolgere un ruolo attivo in qualità di interlocutore del Ministero della Salute, delle Regioni  e delle altre istituzioni governative, per tutti i temi relativi a incontinenza urinaria e fecale.
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