Fondazione italiana continenza (FIC) su Accordo Stato-Regioni: Importante risultato per tutti i pazienti

Siglato l’Accordo Stato Regioni sul "Documento tecnico di indirizzo sui problemi legati all'incontinenza urinaria e fecale": la Fondazione Italiana Continenza esprime il proprio apprezzamento per l'attenzione dedicata al problema e la propria soddisfazione per aver attivamente contribuito al Tavolo di esperti presso il Ministero che ha lavorato a tale tema, proponendo principi e metodologie che da anni porta avanti. La collaborazione stretta tra esponenti di Associazioni di Pazienti, di Società scientifiche, di rappresentanti del Ministero e delle Regioni, di organizzazioni rappresentative, oltre che di singoli autorevoli esperti, ha consentito di elaborare un Documento ministeriale di indirizzo, sulla base del quale è stato pochi giorni fa sancito un accordo/intesa in seno alla Conferenza Stato-Regioni, per la Prevenzione, Diagnosi e Cura dell'Incontinenza, un problema che interessa circa 5 milioni di persone sopra i 18 anni (3,7 milioni di donne e 1,4 milioni di uomini, con un rapporto di 2,7 a 1 tra i due sessi).

“Siamo molto orgogliosi nel vedere realizzato in un documento ufficiale ciò che con forza e perseveranza da 15 anni portiamo avanti. L’accordo/intesa Stato-Regioni rappresenta un importante passo avanti nella gestione di questa patologia, finalizzato al miglioramento dell’assistenza e una ottimale organizzazione delle cure”, ha commentato Mario De Gennaro - Presidente FIC. 

Fondazione ribadisce il proprio impegno nella lotta al problema dell’incontinenza: da oltre 15 anni opera a diversi livelli, anche di collaborazione con le istituzioni e con tutto il mondo sanitario, compresi i medici di medicina generale e gli specialisti, oltre che con le Società scientifiche di settore, nell’ottica di raggiungere un miglioramento delle cure per l’incontinenza, problema, che altera anche pesantemente la qualità di vita delle persone che ne sono affette. L'impegno di tutti nell'attuazione di una strategia condivisa e nell'implementazione delle strategie già in essere, potrà portare importanti risultati misurabili per chi riceve e per chi eroga le prestazioni socio-sanitarie.