La Fondazione italiana continenza commenta le recenti affermazioni dell'ex CT del Brasile sulla vicenda Ronaldo

Milano, 25 febbraio 2011 –Il prof. Roberto Carone, Presidente della Fondazione italiana continenza, e il Prof. Mario De Gennaro Presidente del Comitato scientifico, in merito alle recenti dichiarazioni dell’ex CT della nazionale brasiliana Luxemburgo sul disagio dell’incontinenza che avrebbe colpito il calciatore Ronaldo nel 1999, in base al quale l’atleta accusava problemi di incontinenza legati all’assunzione di un farmaco dimagrante, hanno dichiarato:

“Da un punto di vista medico posso affermare che nel momento in cui si affrontano allenamenti, diete particolari e si assumono contemporaneamente farmaci, il controllo medico è indispensabile”, sottolinea il Prof. Roberto Carone, Presidente della Fondazione italiana continenza e Direttore della Struttura Complessa di Neuro-Urologia e del Dipartimento delle Mielolesioni, Azienda Ospedaliera CTO - Maria Adelaide di Torino. “Ronaldo sarà stato seguito in maniera adeguata e professionale e sembra aver superato il problema con senso di responsabilità e professionalità.  Ma quanti atleti non professionisti o semplici amanti dello sport improvvisano allenamenti troppo intensi e si autosomministrano farmaci nell’intento di dimagrire e aumentare la massa muscolare, senza alcun controllo? Queste persone possono incorrere negli stessi inconvenienti di Ronaldo, se non peggio. Come Presidente della Fondazione sono invece lieto che si affronti il problema dell’incontinenza come un’esperienza divertente, (come cita il CT) sdrammatizzando la vicenda e contribuendo all’abbattimento del tabù ancora troppo forte intorno a questo disagio. Purtroppo non è così per i milioni di italiani che soffrono di incontinenza urinaria e/o fecale che devono affrontare il disagio ogni giorno, spesso con scarsa informazione e considerazione.”

“Non dimentichiamo poi che nei giovani intorno ai 20 anni, età di Ronaldo nel 1999”, aggiunge il Prof. Mario De Gennaro, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione italiana continenza e Primario Urologo dell’Unità Operativa di Urodinamica presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. "Un caso su 200 di enuresi notturna può essere ancora persistente, con tutti i disagi che possiamo immaginare in termini sociali e relazionali. Proprio per prevenire ciò è auspicabile che si affronti bene il problema già dai 4-5 anni di vita e che il tema venga affrontato più spesso in modo da dare informazioni e sostegno alla popolazione, e ben venga dunque l'esposizione di casi eclatanti come questo per creare un dibattito utile e costruttivo.