Commento della Fondazione sul taglio dei sussidi della Regione Veneto

LA FONDAZIONE ITALIANA CONTINENZA COMMENTA L’INIZIATIVA DELLA REGIONE VENETO

Milano 27 ottobre 2010 - La Fondazione italiana continenza, ente senza fini di lucro, impegnata da oltre dieci anni nella ricerca, informazione e prevenzione dell’incontinenza urinaria, commenta l’iniziativa della Regione Veneto finalizzata al contenimento della spesa pubblica, recentemente resa nota, secondo cui dovranno essere razionalizzati gli acquisti di materiali standardizzabili e con una elevata omogeneità di utilizzo, come farmaci e vaccini, siringhe, disinfettanti, garze, ausili per incontinenza.

“Ottimizzare le risorse, prevenire gli sprechi, contenere la spesa pubblica nel rispetto del servizio fornito ai cittadini, sono obiettivi che ogni amministrazione pubblica deve considerare prioritari e deve perseguire,” commenta Roberto Carone, Presidente della Fondazione italiana continenza e Direttore della Struttura complessa di Neuro-Urologia dell’ospedale CTO/Maria Adelaide di Torino. “Nel caso specifico della Regione Veneto, inserire però gli ausili per l’incontinenza fra la tipologia di acquisti generalmente standardizzabili può portare a conseguenze negative nei confronti di chi ne ha bisogno, oltre che aumentare, anziché contenere, la spesa sanitaria, e non è nemmeno detto che raggiunga l’obiettivo di contenere.”

La prima considerazione evidente, è che non esiste un presidio standard per l’incontinenza. Come sottolineato in altre sedi, questi prodotti sono “banali” solo in apparenza; in realtà rappresentano il risultato di ricerca e tecnologia d’avanguardia con l’intento di migliorare la qualità della vita di chi li utilizza, rispondendo in modo personalizzato a bisogni individuali e non standardizzabili: ci troviamo di fronte a persone che possono essere rese inattive o ancora più fragili proprio da una soluzione sbagliata e non appropriata.

Non va dimenticato che esistono diversi tipi di incontinenza, con diversi livelli di gravità e frequenza, a cui devono corrispondere, per ottenere una risposta assistenziale efficace ma anche il contenimento degli sprechi, risposte non standardizzate. Analogamente ogni soggetto con incontinenza si presenta con caratteristiche diverse per situazione generale di salute, mobilità, autonomia e aspettative, con necessità diversificate quindi anche sotto questi aspetti. Un presidio che accompagna chi ne ha bisogno 24 ore al giorno, spesso per anni, se è sbagliato, inadatto o di bassa qualità, può portare a complicanze di tipo infettivo, ma anche compromettere la partecipazione familiare, sociale, lavorativa e in ultima analisi la qualità della vita del singolo e dei familiari che lo assistono, aumentando inoltre la necessità di assistenza e cura ed i costi ad esse correlati.

“Negare ai cittadini la giusta risposta al proprio problema a discapito della propria dignità, mettendoli a rischio di nuove complicanze in una sfera di per sé così personale e delicata, significa, a nostro avviso, infrangere il patto socio-sanitario fra istituzioni e cittadini. Contenere la spesa è un dovere morale, ma esistono altri mezzi che si basano sull’appropriatezza e sul controllo delle prescrizioni e delle forniture, sull’utilizzo di presidi innovativi, che possono portare a evitare inutili sprechi garantendo al contempo la qualità della vita di chi ne ha bisogno.”

La Fondazione italiana continenza, ente senza fini di lucro, nasce nel 2000 e si propone di far conoscere all’opinione pubblica le tematiche dell’incontinenza, di identificare i bisogni dei pazienti e le possibili soluzioni, di contribuire al miglioramento della loro qualità di vita e al superamento degli aspetti più critici della patologia. Inoltre, la Fondazione italiana continenza vuole contribuire a migliorare l’educazione sanitaria dei cittadini in materia di incontinenza, contribuire alla preparazione degli operatori sanitari e sostenere il principio della qualità dei servizi delle strutture sanitarie in termini di prevenzione, riabilitazione e cura. Oltre a promuovere la ricerca, l’istituzione di figure professionali specifiche e la sperimentazione scientifica, la Fondazione italiana continenza vuole svolgere un ruolo attivo in qualità di interlocutore del Ministero della Salute, delle Regioni  e delle altre istituzioni governative, per tutti i temi relativi a incontinenza urinaria e fecale.