"Asca - Carone: No alla razionalizzazione dei presidi per incontinenza"

28-10-2010
VENETO/SANITA': CARONE, NO RAZIONALIZZAZIONE PRESIDI PER INCONTINENZA


(ASCA)- Roma, 28 ott - La Fondazione italiana continenza, ente senza fini di lucro, impegnata da oltre dieci anni nella ricerca, informazione e prevenzione dell'incontinenza urinaria, commenta oggi in una nota l'iniziativa della Regione Veneto finalizzata al contenimento della spesa pubblica, recentemente resa nota, secondo cui dovranno essere razionalizzati gli acquisti di materiali standardizzabili e con una elevata omogeneita' di utilizzo, come farmaci e vaccini, siringhe, disinfettanti, garze, ausili per incontinenza. ''Ottimizzare le risorse, prevenire gli sprechi, contenere la spesa pubblica, sono obiettivi che ogni amministrazione pubblica deve considerare prioritari e deve perseguire'' conviene Roberto Carone, Presidente della Fondazione italiana continenza e Direttore della Struttura complessa di Neuro-Urologia dell'ospedale CTO/Maria Adelaide di Torino, ''nel caso specifico della Regione Veneto, inserire pero' gli ausili per l'incontinenza fra la tipologia di acquisti generalmente standardizzabili puo' portare a conseguenze negative nei confronti di chi ne ha bisogno, oltre che aumentare, anziche' contenere, la spesa sanitaria, e non e' nemmeno detto che raggiunga l'obiettivo di contenere''. '' La prima considerazione evidente - spiega - , e' che non esiste un presidio standard per l'incontinenza: questi prodotti sono 'banali' solo in apparenza; in realta' rappresentano il risultato di ricerca e tecnologia d'avanguardia con l'intento di migliorare la qualita' della vita di chi li utilizza, rispondendo in modo personalizzato a bisogni individuali e non standardizzabili: ci troviamo di fronte a persone che possono essere rese inattive o ancora piu' fragili proprio da una soluzione sbagliata e non appropriata. Non va dimenticato che esistono diversi tipi di incontinenza, con diversi livelli di gravita' e frequenza:un presidio che accompagna chi ne ha bisogno 24 ore al giorno, spesso per anni, se é sbagliato, inadatto o di bassa qualita', puo' portare a complicanze di tipo infettivo, ma anche compromettere la partecipazione familiare, sociale, lavorativa e in ultima analisi la qualita' della vita del singolo e dei familiari che lo assistono, aumentando inoltre la necessita' di assistenza e cura ed i costi ad esse correlati. Negare ai cittadini la giusta risposta al proprio problema a discapito della propria dignita', mettendoli a rischio di nuove complicanze in una sfera di per se' cosi' personale e delicata- conclude Carone - significa, a nostro avviso, infrangere il patto socio-sanitario fra istituzioni e cittadini.

Contenere la spesa e' un dovere morale, ma esistono altri mezzi che si basano sull'appropriatezza e sul controllo delle prescrizioni e delle forniture, sull'utilizzo di presidi innovativi, che possono portare a evitare inutili sprechi garantendo al contempo la qualita' della vita di chi ne ha bisogno''.

 

Res-mpd/cam/lv
(Asca)